venerdì 30 ottobre 2009

Palermo, figlio Ciancimino consegna a pm "papello" originale


Palermo, figlio Ciancimino consegna a pm "papello" originale

Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, oggi ha consegnato ai magistrati l'originale del "papello", il documento contenente le presunte richieste di Cosa Nostra allo Stato. Lo riferiscono fonti giudiziarie. Continua a leggere questa notizia

Il "papello" è arrivato nel pomeriggio nelle mani del procuratore aggiunto Antonio Ingroia e del pm Nino Di Matteo, dopo che una fotocopia del documento era stata consegnata ai magistrati lo scorso 14 ottobre.

Il controverso documento sarebbe stato al centro della trattativa tra boss mafiosi e Stato per far cessare la stagione delle stragi.

Sull'originale potranno essere ora eseguite una serie di perizie tecniche.


Ciancimino Jr. Consegna Alla Procura Il ‘Papello' Originale: “Mi Sono Tolto Un Peso”

Palermo, 29 ott. (Adnkronos) - Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, ha consegnato questo pomeriggio alla Procura di Palermo il documento originale del cosiddetto 'papello', cioè l'elenco di richieste avanzato dai mafiosi allo Stato per terminare, subito dopo il '92, la strategia stragista di Cosa nostra. La conferma viene data all'ADNKRONOS dallo stesso Massimo Ciancimino all'uscita dal Tribunale di Palermo.

Il documento, che contiene i 12 punti con le richieste di Cosa nostra già consegnate in fotocopia qualche giorno fa, è stato dato nelle mani del procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dei pm Paolo Guido e Antonino Di Matteo, che indagano sulla cosiddetta trattativa.

"Adesso - sottolinea Massimo Ciancimino - spetta alla magistratura stabilire l'originalità del documento. Io ho solo fatto il mio dovere". Ciancimino junior si è presentato spotaneamente in Procura. Alla consegna del 'papello' i pm gli hannorivolto alcune domande. Consegnati anche altri documenti importanti, una cinquantina di fogli in tutto, tra cui una lettera del padre Vito, in cui spiega perché fu tradito il giudice Paolo Borsellino e perché l'ex sindaco di Palermo venne arrestato nel dicembre del '92 poco prima dell'arresto del boss mafioso Totò Riina. Il 'papello' originale sarebbe stato conservato in questi anni in una cassetta di sicurezza all'estero. "Mi sono tolto un peso...", ha detto Ciancimino uscendo dal palazzo di Giustizia accompagnato dal suo legale.


Mafia: Confiscati Beni Per 8 Mln a Boss Siracusano

(AGI) - Catania, 30 ott. - Beni per un valore complessivo di 8 milioni di euro, tra cui una societa' di trasporto, sono stati confiscati dal Centro operativo della Dia di Catania a Pippo Floridia, 53 anni, considerato elemento di spicco del clan mafioso Nardo di Siracusa, e arrestato nell'ambito delle operazioni "Gorgia" e "Gorgia 3". La confisca e' stata disposta dal gip di Catania con lo stesso provvedimento con cui ha condannato Floridia a 8 anni e 6 mesi per associazione mafiosa. I beni, che erano stati gia' sequestrati dalla Dia nel 2008, comprendono la societa' "Floridia trasporti", una licenza di autotrasporto per conto terzi, 40 automezzi, un autolavaggio, una pompa di benzina, un'autofficina meccanica, un fabbricato adibito a uffici, vari rapporti bancari, una villa e vari altri immobile. (AGI) .


Camorra: Procura Napoli Diffonde Video Choc Esecuzione

(ASCA) - Roma, 29 ott - La Procura della Repubblica di Napoli, per dare una svolta alle indagini sull'omicidio di Mariano Bacioterraccino, 53 anni, ritenuto un fedelissimo del boss Giuseppe Misso, avvenuto l'11 maggio scorso al Rione Sanita', ha deciso di diffondere le immagini choc dell'esecuzione, riprese da una telecamera di videosorveglianza. Nel video si vede la vittima fuori ad un bar che sta fumando una sigaretta, con molta tranquillita'. Un uomo, cappello con visiera, jeans, giubbotto scuro e scarpe da ginnastica, entra nel bar, si guarda intorno e subito dopo esce, estrae la pistola e colpisce Bacioterracino con quattro proiettili, di cui l'ultimo, fatale, alla nuca. Poi si allontana con pistola in pugno. I magistrati napoletani ora sollecitano la ''collaborazione di chiunque sia in grado di fornire informazioni utili all'identificazione del killer e del suo correo''. Il provvedimento e' stato adottato ''in quanto a tutt'oggi - si legge in una nota - non e' stato possibile identificare ne' l'esecutore materiale del delitto ne' la persona che si ritiene abbia svolto nell'occasione il ruolo di 'specchiettista', entrambi ben visibili nel video''. La Procura ha firmato un decreto che rende pubblico il filmato sperando che la sua diffusione aiuti, con la collaborazione di chi puo' dare indizi utili, le indagini.


Camorra: Carfagna, in quel video il suo volto schifoso

(ASCA) - Roma, 29 ott - ''Un video tragico, incredibile, crudissimo. Che e' giusto tutti gli adulti vedano, perche' il primo strumento di lotta alla camorra e' la consapevolezza dei cittadini che, cosi', non si puo' - e non si deve - andare avanti. Ci mostra - finalmente senza censure - un volto schifoso della camorra, che, insieme agli altri volti schifosi della camorra, ha costretto una citta', una regione, un territorio, a vergognarsi di se stessa e a nascondere il proprio di volto''. Lo dichiara il ministro per le Pari Opportunita' Mara Carfagna in relazione al video di un omicidio di camorra diffuso oggi dalla Procura di Napoli. ''Un omicidio per strada, in pieno giorno, nel centro di una grande citta' europea - prosegue Carfagna - non puo' essere considerato normalita' e, men che meno, accettato dalle coscienze di tutti gli italiani, come se fosse una fiction televisiva. Le Forze dell'ordine stanno conducendo una battaglia senza quartiere alla criminalita' organizzata, ce lo dice il numero degli arresti, lo Stato c'e' ed e' forte. Ma ha bisogno - e lo dico da campana - oltre che di una politica chiara e indipendente a Napoli e in tutta la Campania, del coraggio dei suoi cittadini''.

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