mercoledì 21 luglio 2010

Morto il vicequestore Mario Bignone




La "Catturandi" perde Mario Bignone

PALERMO - È morto alle quattro della scorsa notte, Mario Bignone, 43 anni, vice questore della polizia, capo della sezione "Catturandi" della Squadra mobile di Palermo. Bignone, originario di Napoli, era ricoverato nell'ospedale di Cefalù per una grave malattia.

Il suo nome resterà per sempre legato ai successi investigativi. È stata la squadra da lui guidata ad arrestare i boss latitanti Domenico Raccuglia e Gianni Nicchi. La camera ardente sarà allestita nella chiesa accanto alla Squadra mobile di Palermo. I funerali verranno celebrati domani, alle 12, nella cattedrale di Palermo. Parteciperà il capo della polizia, Antonio Manganelli.

Mario Bignone, il capo della "Catturandi" della Squadra mobile di Palermo, era "un grande professionista, soprattutto un grande uomo, che ha condotto con coraggio e passione l'azione antimafia e ha vissuto con dignità e forza la malattia, operando fino all'ultimo con lo stesso entusiasmo e la stessa determinazione del primo". Così il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ricorda il vice questore, a capo di quel gruppo di uomini che ha preso tra gli altri Bernardo Provenzano e i fratelli Lo Piccolo.

"I risultati conseguiti dalla Catturandi della Squadra mobile di Palermo sotto la sua guida - dice Manganelli - sono stati straordinari. Il Paese deve essergliene grato".

Manganelli, a nome di tutta la Polizia, lo ricorda "con grande affetto ed emozione". "Continueremo ad operare, anche in suo nome - conclude il capo della polizia - per il bene del paese e gli promettiamo di conseguire quegli ulteriori risultati che con lui ci eravamo proposti".

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