venerdì 24 agosto 2012

Gela, uccide la madre adottiva: arrestato

Una pensionata di Gela, Iolanda Di Natale, 73 anni, vedova, massacrata con decine di coltellate, la notte scorsa, alle 2, da Fabio Greco, di 38 anni, operaio, che poi si è accanito sul suo volto sfigurandola con qualsiasi oggetto gli capitasse tra le mani, fino a renderla irriconoscibile


GELA. Una pensionata di Gela, Iolanda Di Natale, 73 anni, vedova, è stata uccisa con decine di coltellate, la notte scorsa, alle 2, dal proprio figlio adottivo, Fabio Greco, di 38 anni, operaio, che poi si è accanito sul suo volto sfigurandola con qualsiasi oggetto gli capitasse tra le mani, fino a renderla irriconoscibile. Il delitto è avvenuto nell'abitazione della donna, in via Cocchiara, una stradina del quartiere del Calvario. Sono stati i vicini a chiamare i carabinieri, allarmati dalle grida della pensionata e dal trambusto che ne è seguito. Quando una pattuglia è arrivata Fabio Greco si è scagliato contro uno dei militari che cercava di arrestarlo, ferendolo con il coltello, ma in maniera non grave. L'uomo oltre che di omicidio è accusato anche del tentativo di omicidio del carabiniere, di resistenza e violenza pubblici ufficiali.
Fabio Greco, ha sfigurato il volto della donna orribilmente, con una statuetta di marmo della Madonna e con lo spigolo di un quadro e infilzandole negli occhi e nelle guance alcuni spilloni. Lo hanno reso noto i carabinieri nel corso della conferenza stampa tenuta nella caserma del comando territoriale di Gela dal colonnello, Massimo Giaramita, e dal capitano Gian Marco Messina. Il continuo bisogno di denaro e un vecchio odio nei confronti della madre adottiva avrebbe scatenato il raptus di Greco che dopo il delitto, si è chiuso in un assoluto mutismo.

Per arrestarlo, i carabinieri, con l'ausilio dei vigili del fuoco, sono saliti sul balcone al primo piano della casa della pensionata e hanno fatto irruzione in una delle camere dell'appartamento. L'uomo era nascosto in un'altra stanza e vedendo il primo militare, il brigadiere Giuseppe Emmanuello, di 52 anni, gli si è avventato contro con il coltello da cucina, provocandogli un taglio al collo e colpendolo in profondità al braccio sinistro e al petto: provvidenziale si è rivelato il giubbotto antiproiettile. Il militare, che, bloccando l'omicida, è riuscito anche a difendere il vigile del fuoco entrato nell'alloggio, è ricoverato nel reparto di chirurgia, dell'ospedale di Gela, con una prognosi di 20 giorni.

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