martedì 23 aprile 2013

Mafia, sequestro di beni per oltre 30 milioni a imprenditore agrigentino

Il patrimonio appartiene agli eredi di Calogero Russello, morto nel 2009 e condannato in via definitiva, nel 2007, per associazione mafiosa legata alla spartizione di appalti e al voto di scambio

 
 
PALERMO. Società, complessi aziendali, beni immobili e disponibilità bancarie, per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Palermo su richiesta della Procura del capoluogo siciliano e dietro provvedimento della sezione misure di prevenzione del tribunale di Agrigento. Il patrimonio appartiene agli eredi dell'imprenditore Calogero Russello, morto l'11 novembre del 2009 all'età di 69 anni. Russello era stato condannato, nel 2007, per associazione mafiosa legata alla spartizione di appalti e al voto di scambio, nel processo scaturito dalla maxi operazione "Alta Mafia", del 29 marzo del 2004, che portò in carcere 43 persone, fra imprenditori e politici.

Il sequestro è stato eseguito dalla Guardia di finanza di Palermo. Sulla base delle investigazioni svolte dalle Fiamme gialle, i cospicui investimenti compiuti dall'imprenditore e dai suoi eredi sono stati ritenuti di provenienza illecita e, comunque, incompatibili con le fonti di reddito ufficiali.

Nell'operazione ha trovato applicazione uno degli strumenti  innovativi introdotti dal nuovo Codice antimafia: la possibilità, in caso di decesso dell'indiziato di mafia, di procedere nei confronti dei suoi eredi entro il quinquennio successivo alla morte. Il sequestro ha interessato società e relativi complessi aziendali del settore dell'edilizia e della compravendita immobiliare, beni immobili, tra i quali un importante albergo ad Agrigento e disponibilità finanziarie.

Russello fu coinvolto anche nella operazione "Hiram", che ha svelato un presunto accordo tra mafia e massoneria per insabbiare processi e misure cautelari. Dei suoi presunti rapporti con il boss Calogero Cesare Lombardozzi parlarono anche alcuni pentiti. I sigilli sono stati apposti  alle quote societarie della Ias srl che gestisce il complesso immobiliare Villaggio Mosé ad Agrigento, e della Edilfin. E ancora appartamenti, terreni, porzioni di fabbricati e magazzini e conti correnti bancari e postali.

Nessun commento:

Posta un commento