martedì 9 luglio 2013

Taranto, fulminato in spiaggia muore ragazzino di 12 anni



 Grave il cuginetto di 14


MARISTELLA MASSARI
TARANTO - Alla rinfusa, al centro della spiaggia, ci sono ciabattine colorate, teli da mare e un «super santos» arancio, il classico pallone delle vacanze. Sarebbe un’immagine  piena di colore e di vita, se non fosse che su quella sabbia dorata è appena morto un ragazzino di 12 anni e suo cugino di due anni più grande è rimasto ferito. Li ha colpiti un fulmine mentre giocavano a calcio affondando i piedi nella grana sottile della sabbia. Una scossa improvvisa e potente si è abbattuta ieri pomeriggio sulla spiaggia di Campomarino di Maruggio, nota località balneare del Tarantino, pochi istanti prima che sulla zona si scatenasse un violento nubifragio.

La saetta ha colpito in pieno Giovanni Carlucci di Altamura, 12 anni compiuti ai primi di giugno. Accanto a lui c’erano i suoi cugini, una decina in tutto. In particolare c’era Piergiorgio C., 14 anni e licenza media fresca appena conseguita. La scossa lo ha solo sfiorato, ma è bastato a fargli perdere conoscenza. Erano da poche passate le 16 quando il cielo sopra Campomarino si è annuvolato. Il gruppo di ragazzini, in vacanza con la famiglia in un residence che si affaccia sul mare e che si trova a pochi passi dal luogo della tragedia, era impegnato in una partita di pallone. Con loro anche gli adulti, in particolare gli zii di Giovanni. Mentre montava il vento, la comitiva ha deciso di rientrare a casa. Ma non c’è stato nemmeno il tempo di raccogliere i teli da mare perché all’improvviso, dopo un lampo violentissimo, sulle loro teste si è abbattuto il fulmine killer. Il rumore è stato assordante, una bomba.

I ragazzini sono caduti sulla sabbia, ma si sono rialzati tremanti di paura. A terra sono rimasti Giovanni e suo cugino Piergiorgio. Sembravano svenuti. Il primo ad accorrere è stato un medico in pensione che ha subito praticato loro un massaggio cardiaco. Piergiorgio C. ha risposto agli stimoli e dopo l’arresto cardiaco, il suo cuore è tornato a battere. Condotto in ospedale, è stato ricoverato con ustioni superficiali e un forte stato di choc. Il cuore di Giovanni, invece, nonostante gli sforzi, non è ripartito. Nel frattempo, tutt’intor no, sui soccorritori infuriava la bufera. È stato come se il cielo si disperasse per la vita strappata per sempre ad un bambino prima ancora che potesse assaporarla.

I medici del 118, giunti in spiaggia tra mille difficoltà a causa di alberi caduti e detriti accumulati sulla strada, hanno capito subito che per Giovanni non c’era molto da fare. Lo hanno caricato in ambulanza e portato in ospedale, ma il ragazzino non si è mai ripreso. Aveva 12 anni appena, un fratellino di pochi mesi che adorava e tutti lo chiamavano Harry Potter, per via di quel viso dolce e delicato e degli occhiali da vista. Secondo i Carabinieri che hanno svolto indagini sulla tragedia, il piccolo Giovanni è stato tradito proprio dai suoi occhiali. La montatura di metallo che indossava, potrebbe aver attirato il fulmine e tutta la sua potenza devastante.

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