sabato 22 marzo 2014

XIX Giornata contro le mafie, 100.000 persone a Latina

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Tante le “ VITTIME INNOCENTI ” assassinate dallo STATO con la complicità della MAFIA.


 
21/03/2014, di (modificato il 22/03/2014 alle 4:39 pm).
Latina è stata invasa da 100.000 persone per la giornata nazionale contro le mafie di Libera. Tutti insieme per la XIX edizione della Giornata dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera e Avviso pubblico. In molti sono arrivati in bici con l’iniziativa “Transumanza per la legalità“, una pedalata contro le mafie con partenza da Borgo Sabotino. Tanti i giovani che hanno aderito alla manifestazione colorata.
Il corteo ha sfilato per le strade di Latina, in testa Don Ciotti. Presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso, il procuratore Giancarlo Caselli, la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi, il vescovo di Latina Monsignor Mariano Crociata, e il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi. Nel corso degli interventi dei relatori, dal palco allestito per l’occasione, sono stati letti i nomi delle 900 vittime della mafia.



L’enorme corteo ha raggiunto piazza del Popolo dove vengono letti i nomi delle vittime della mafia. I manifestanti hanno invaso la città con slogan e striscioni. Tanti studenti, associazioni, cittadini che hanno voluto urlare il loro no alla criminalità.

In piazza del Popolo, Don Luigi Ciotti ha parlato a lungo sottolineando i tanti misteri ancora irrisolti, tra i quali il delitto Don Cesare Boschin. Ha poi evidenziato i troppi casi di prescrizione nei processi.

DON LUIGI CIOTTI. «Siamo venuti qui per affetto, stima e riconoscenza per questo territorio, qui ci sono belle persone e belle risorse. Siamo venuti per cercare verità per Don Cesare Boschin e tanti altri e per non dimenticare che le organizzazioni mafiose attraversano tutto il territorio e anche l’Agro Pontino». Sono le prime parole di don Ciotti nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, organizzata da Libera, che si celebra oggi a Latina. Don Ciotti, alla testa del lungo corteo partito da via Isonzo, ha voluto sottolineare di aver «trovato migliaia di ragazzi, qui c’è un’Italia intera che si è data appuntamento», ricordando che ieri «il papa è stato chiaro: ‘piangete e convertitevi, in ginocchio chiedo di cambiare vita». «Le nostre antenne di cittadini ed associazioni ci dicono che qui le mafie non sono infiltrate, sono presenti. Fanno i loro affari nel settore dell’economia e della finanza. Se fosse solo un problema di criminalità basterebbero le forze dell’ordine ma è anche un problema di case, di povertà e di politiche sociali». Sul caso rifiuti e sulle dichiarazioni del pentito Schiavone, don Ciotti ha ricordato che: «si sapeva da vent’anni, mi sono stupito di chi si è stupito. Boschin vedeva tutto questo dalla sua finestra e della sua morte non sappiamo ancora la verità. Non c’è strage in Italia di cui si conosca la verità».



I NOMI DELLE VITTIME E LE AUTORITA’. Sono 900 i nomi delle vittime di mafie snocciolati nel corso della cerimonia organizzata da Libera in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno tenutasi a Latina. Sul palco allestito in Piazza del Popolo a Latina, al termine del lungo corteo partito da via Isonzo, sono stati ricordati da Avviso Pubblico anche i 351 amministratori pubblici che nel solo 2013 sono stati bersaglio di atti intimidatori. La città fin dalle prime ore del mattino si è riempita di studenti, anziani e famiglie arrivati a bordo di treni e pullman per marciare accanto a Libera. Per le strade ha sfilato anche un lungo corteo di biciclette della «Transumanza per la legalità». Accanto a Don Ciotti, anche il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il procuratore Giancarlo Caselli, la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi e poi molti sindaci della provincia, consiglieri e assessori della Regione Lazio, i vertici delle forze dell’ordine e decine di familiari delle vittime innocenti di tutte le mafie. Il programma della XIX edizione della Giornata della memoria e dell’impegno prosegue, nel pomeriggio, con diversi seminari, incontri, dibattiti e mostre che si svolgeranno in diverse zone della città.

ROSY BINDI. «Oggi siamo tutti responsabili. Confidiamo nella richiesta di conversione che il Papa ha fatto ieri in maniera forte nei confronti degli uomini e delle donne di mafia». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi che ha partecipato al corteo organizzato da Libero in occasione della Giornata della memoria a Latina. «I mafiosi sono forti perchè qualcuno si gira dall’altra parte, c’è qualcuno che pensa che ci si possa convivere o fare affari – ha aggiunto – Si deve dire di no con forza. Se da queste giornate ci sarà una persona in più che vuole fare la lotta alla mafia abbiamo ottenuto un risultato importante».

PIETRO GRASSO. «Essere qui ha un significato ben preciso, per noi è un segnale importante». Lo ha detto Pietro Grasso, presidente del Senato, intervenuto a Latina alla manifestazione di Libera in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, a Latina. «Il Parlamento ha in esame diverse iniziative come quella sul voto di scambio che dovrà passare in Senato – ha aggiunto – Ci sono poi iniziative governative perché la lotta alla criminalità è una priorità per il Governo». Grasso ha poi ricordato quanti sono morti a causa della mafia e ha ribadito l’impegno del Parlamento e del Governo per dare risposte ai familiari. «Ci sono ancora familiari delle vittime delle mafie – ha detto – che aspettano i risarcimenti».


IL QUESTORE DI LATINA. «Organizzare questa giornata a Latina è un segnale importante perché questo è un territorio contiguo a terre di mafia. Le presenze ci sono, le abbiamo accertate e continuiamo a individuarle». Lo ha detto il questore di Latina Alberto Intini, che, insieme al comandante dei carabinieri e al comandante della Guardia di Finanza, ha partecipato alla manifestazione organizzata da Libera in ricordo delle vittime di mafia. «Che si celebri qui questo evento – ha aggiunto il questore – è un fatto importante. Il momento della lettura del lungo elenco delle vittime innocenti di mafia ne scandisce tutto il suo più profondo significato». Il questore si è poi soffermato sulla presenza delle organizzazioni mafiose sul territorio pontino: «Il territorio più a rischio – ha precisato – è il sud della provincia, perché più vicino alle zone geografiche dominate dai casalesi, il cui potere si estende anche oltre il Garigliano. Qui la nostra attenzione è altissima. Ma lo è anche nella parte nord della provincia, in particolare ad Aprilia, più vicina a Roma, dove pure abbiamo individuato e accertato la presenza di clan».

IL PREFETTO. «Siamo lieti che questa giornata si svolga a Latina. È un’occasione per tutti i cittadini e soprattutto per i tanti giovani presenti di fare da argine alle infiltrazioni delle organizzazioni mafiose». Sono le parole del prefetto di Latina Antonio D’Acunto in occasione della Giornata della memoria organizzata nella città di Latina da Libera. «Questo – ha aggiunto il prefetto – è un territorio bello e ricco di risorse, ma proprio per questo fortemente esposto agli interessi della criminalità organizzata. Vogliamo che diventi un corridoio di legalità. Questa giornata deve essere il simbolo di una forte denuncia ma anche di una grande speranza».

IL SINDACO. «È un bellissimo abbraccio lungo le strade della nostra città per conservare la memoria e l’impegno contro tutte le mafie». Lo ha detto il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi presente oggi al corteo organizzato da Libera in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia. «La presenza qui oggi di migliaia di cittadini – ha aggiunto – è il segno che la città di Latina ha risposto con il suo grande cuore di città solidale. Oggi si gettano le basi per creare nei giovani la cultura della legalità. La criminalità organizzata è una presenza che non possiamo nascondere, ma abbiamo la fortuna di avere forze dell’ordine che con grande impegno ogni giorno conducono in prima linea questa battaglia».

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